Sono tornata di recente da due settimane in Uzbekistan, lungo la leggendaria Via della Seta, tra Tashkent, Samarcanda, Bukhara, Khiva e le montagne Nuratau: una terra magica, un crocevia di culture dove l’ospitalità è un’arte antica. Ricordo ancora il tè allo zafferano sorseggiato in una tea house di Bukhara e il profumo di cumino che usciva dai kazan nei bazar. Ho raccontato l’anima del viaggio nella mia ultima newsletter – per non perdere i prossimi racconti, puoi iscriverti qui.
Ma siamo onesti: quando si pensa alla cucina dell’Asia Centrale, la prima cosa che viene in mente è la carne. La domanda che mi è stata fatta più spesso prima di partire è stata proprio: tu cosa mangerai in Uzbekistan? Se segui un’alimentazione vegetariana o vegana, potresti temere di dover campare a pane e acqua per tutto il viaggio. Ti rassicuro subito: non è così. Aguzzando l’ingegno, ho scoperto che si può mangiare molto bene ed in questo articolo ti spiego come, insieme ai trucchi per non avere brutte sorprese. Ne parlo anche nel reel in uscita su Instagram, dedicato proprio a come sopravvivere da vegetariani e vegani in Uzbekistan.
Il viaggio in breve
Il mio Uzbekistan è stato un viaggio in due tempi: una prima settimana intensa come invitata ad un FAM trip, dedicata a testare strutture ed esperienze assieme ad altri operatori del turismo, ed una seconda settimana tutta per me, tra homestay rurali vicino Samarcanda, il silenzio delle fortezze del deserto del Khorezm e le montagne Nuratau, dove ho conosciuto un progetto di ecoturismo comunitario costruito attorno alle famiglie locali. È proprio lì, seduta a tavola in un meraviglioso giardino con il suono di un vicino ruscello, che ho mangiato il piatto più buono di tutto il viaggio: il mashkichiri, un risotto cremoso di riso spezzato, fagioli mung e verdure.
La cucina uzbeka: piatti tipici e spezie
La cucina uzbeka nasce da secoli di scambi lungo la Via della Seta e porta i segni di ogni popolo che ha attraversato il Paese: persiani, mongoli, russi, sovietici. Il piatto più rappresentativo è il plov, un pilaf di riso, carote gialle, cipolle e carne cotto per ore in un grande calderone di ghisa chiamato kazan: è talmente radicato nell’identità del Paese da essere stato inserito nel 2016 nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.
Accanto al plov trovi i manti, grossi ravioli al vapore ripieni di carne e cipolla, i somsa, sfoglie ripiene cotte nel tandir (il forno tradizionale di argilla), il lagman, zuppa di noodles fatti a mano, e il non, il pane basso e rotondo che non manca mai in tavola. Le spezie protagoniste sono cumino, coriandolo, paprika dolce, curcuma, aglio e peperoncino, spesso completate da erbe fresche come aneto e menta: un mix che riflette proprio l’incontro fra Persia, Asia centrale e le carovane arrivate da Oriente.
Un’altra chiave per capire come si mangia in Uzbekistan è la choyxona, la tea house tradizionale: più che un semplice locale, è un luogo di incontro dove si beve tè verde o allo zafferano, si condividono dolcetti e frutta secca e si passa il tempo senza fretta. Proprio in una tea house di Bukhara, seduta scalza su un tapchan – una pedana rialzata coperta di tappeti, ho capito quanto il cibo in Uzbekistan sia soprattutto un pretesto per stare insieme.
È difficile mangiare vegetariano o vegano in Uzbekistan?
Qui va detta una cosa con onestà: la cucina uzbeka ruota attorno alla carne ed i concetti di vegetariano o vegano sono ancora poco conosciuti, soprattutto fuori dalle città principali. In Uzbekistan la carne non è solo un ingrediente, è un simbolo di festa e di rispetto verso l’ospite.
Anche un piatto apparentemente semplice come il plov, se richiesto senza carne, spesso ha residui di grasso animale in cui hanno cotto anche il riso e le verdure, quindi non è mai davvero vegetariano al 100%. Nei villaggi più piccoli, dove ho soggiornato durante la seconda settimana, comunicare le proprie esigenze alimentari richiede pazienza; ti sarà ancora più utile un traduttore come Google Translate: i piatti preparati con amore da una famiglia del posto potrebbero essere quelli che ti stupiranno di più, proprio come è successo a me.
Detto ciò, con qualche accortezza posso dire che in Uzbekistan si mangia bene, anche da vegetariani e vegani: meglio informarsi prima di partire, chiedere sempre la composizione dei piatti anche quando sembrano innocui e, se possibile, prenotare strutture che già conoscono e rispettano queste esigenze. È uno dei motivi per cui, quando costruisco un itinerario personalizzato, chiedo sempre eventuali intolleranze o scelte alimentari: mi permette di selezionare in anticipo alloggi e ristoranti coerenti con le tue esigenze, invece di scoprirlo sul posto.
I piatti da ordinare in versione vegetariana o vegana
Nonostante le difficoltà, in Uzbekistan esistono diverse opzioni adatte ad un’alimentazione plant-based, soprattutto se sai cosa cercare. Spesso è anche possibile chiedere i piatti vegetariani senza l’aggiunta di latticini. Questi sono quelli che ho provato.
Somsa di patate o spinaci: la versione vegetale dei fagottini di pasta sfoglia cotti nel tandir; molto diffuso soprattutto in autunno anche il ripieno alla zucca.
Plov vegetariano: la variante senza carne del celebre plov, il piatto nazionale dell’Uzbekistan. È un sostanzioso piatto unico a base di riso cotto per assorbimento in un ricco fondo di carote gialle, cipolle, aglio e spezie, arricchito spesso con ceci e uvetta. Solitamente viene cucinato con olio di lino e di semi, verifica che non contenga il grasso della carne.
Achichuk: una semplice insalata di pomodori e cipolla, condita con poco olio e peperoncini, quasi sempre vegan e disponibile ovunque.
Baklajon salat: un’insalata di melanzane (fritte o arrosto) servita assieme a verdure a foglia verde, pomodori freschi e spesso condita con coriandolo ed una salsina agrodolce; a volte viene accompagnata da palline di formaggio simile alla nostra mozzarella.
Non: il pane tradizionale, fatto solo con acqua, farina e lievito. È ovunque, è economico ed è delizioso!
Verdure alla griglia: melanzane, peperoni e pomodori cotti alla brace, spesso disponibili come alternativa agli spiedini di carne nei ristoranti più turistici.
Khanum: un grande raviolone di pasta, abitualmente ripieno di carne macinata e cipolla, cotto a vapore e servito con salsa di pomodoro fresco. Si può trovare anche con ripieno di verdure, assaggialo al Chorsu Bazar.
Lagman di verdure: la versione vegetariana della zuppa di noodles con verdure, presente soprattutto soprattutto a Tashkent e Samarcanda.
Manti di patate o zucca: grandi ravioli cotti al vapore, tradizionalmente ripieni di carne, in versione vegetale si trovano con patate o zucca, o un mix di entrambe. Spesso sono serviti con panna acida.
Shivitis Oshi: una specialità tipica di Khiva. Sono tagliolini verdi a base di aneto conditi con una salsa di patate, peperoni e pomodori, serviti con panna acida o yogurt a parte.
Tukhum Barak: una specialità della regione del Khorezm. Si tratta di ravioli cotti al vapore con un ripieno a base di uova, erbe aromatiche e cipollotto, accompagnati da panna acida.
Chak-chak e halva: i dolci tradizionali a base di pasta fritta e miele, o di semi, come sesamo, e frutta secca.
Frutta fresca e secca: un paradiso per gli occhi e lo stomaco! Meloni, angurie, pesche, albicocche, uvetta, noci e mandorle sono tra gli spuntini più buoni che troverai.
Frasi utili
La barriera linguistica può essere un ostacolo. Salva queste frasi in russo (la lingua più parlata nel turismo) sul telefono per farti capire subito.
- Sono vegetariano/a: Ya vegetarianets (m) / Ya vegetarianka (f)
- Senza carne, per favore: Bez myasa, pozhaluysta
- Senza grasso animale: Bez zhira
- Questo piatto contiene carne o brodo di carne?: Zdes’ yest’ myaso ili myasnoy bul’on?
Dove ho mangiato bene: i miei consigli
Durante il mio viaggio ho selezionato e testato personalmente strutture e ristoranti che offrono ottime opzioni vegetariane e vegane, senza rinunciare all’autenticità dell’atmosfera locale. Eccone alcuni dalla mia selezione.
A Samarcanda:
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Old City Restaurant, un locale semplice che serve piatti della tradizione in chiave vegetariana e vegana con menù dedicato.
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Art Cafe Norgis, oltre ai piatti di carne, offre opzioni vegetariane di piatti locali adeguatamente segnalate.
A Bukhara:
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Kukaldosh Garden Family Restaurant, un ristorante che serve cucina uzbeka con menù vegetariano dedicato; ha anche qualche opzione vegan.
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Silk Road Teahouse, una suggestiva casa da tè a conduzione familiare dove assaggiare differenti tipologie di tè, accompagnate da dolcetti e frutta secca.
A Khiva:
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Terrassa Cafe & Restaurant, famoso e per una buona ragione: la vista è imbattibile. Ha numerosi piatti vegetariani e vegan in menù.
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Khorzem Art Restaurant, un caratteristico ristorantino che offre una varietà di insalate e un menù vegetariano dedicato, con qualche opzione vegana.
📸 Vuoi vedere i piatti dal vivo? Sul mio profilo Instagram trovi un reel dedicato a cosa mangiare in Uzbekistan da vegetariani e vegani, con i video dei piatti che ho amato di più.
L’Uzbekistan non è la destinazione più semplice per chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana ma, con un po’ di preparazione e magari un itinerario costruito su misura con soste e alloggi selezionati ad hoc, anche l’aspetto culinario si trasforma in un’avventura memorabile quanto il resto del viaggio.
Se l’Uzbekistan ti incuriosisce e vuoi partire senza pensieri possiamo costruire il tuo viaggio su misura in Uzbekistan: scrivimi e parliamone assieme.